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Visualizzazione dei post con l'etichetta Testimonianze

testimonianze - Rosita Celentano

     Sono arrivata a 60 anni e non ho rimpianti.  Ho avuto un solo grande amore, Mario Ortiz.  Con lui avrei voluto avere un figlio che non è arrivato.  A 42 anni rimasi incinta, ma lo persi.  A 46 mi tolsero l’utero per una serie di fibromi.  Non ci siamo accaniti con percorsi di fecondazione, abbiamo assecondato la natura.  Ho un bel rapporto con mio nipote Samuele…ho il mio lavoro, i miei cagnolini - in realtà mi è rimasta solo Euphoria, perché Morphine ci ha lasciato a novembre - e i miei amici, che sono la famiglia scelta.  Non temo la solitudine, anzi la ricerco, sto bene con me stessa e vivo la mia età in modo sereno, non sentendo il bisogno di ritocchini estetici e nemmeno di tingermi i capelli. Ho dei fili bianchi che lascio lì.  Sono pigra, non ho voglia di stressarmi per cose come questa.  È tutta natura quello che si vede... Non ho vissuto come una bambina normale.  A 8 anni uscivo dalla lezione di danza e avev...

Testimonianze Nick Mason

 “L’uscita di Dark Side era fissata per il marzo del 1973 ed eravamo soddisfatti del packaging. A parte i poster e gli adesivi supplementari, l’immagine principale era perfetta.  Storm era arrivato con una serie di idee e, quando vedemmo il progetto del prisma per la prima volta, capimmo che era quello giusto. Tuttavia, decidemmo di non presentarci al lancio per la stampa al Planetarium di Londra.  Non eravamo contenti che l’etichetta avesse previsto di usare un sistema audio che, a nostro avviso, non era abbastanza buono.  Dopo tutto il lavoro che avevamo fatto per Dark Side, non volevamo farlo ascoltare alla stampa con un impianto di diffusione al di sotto dei livelli standard.  La lite si riduceva probabilmente a una questione di denaro, ma rifiutammo di calmarci e ci perdemmo il divertimento. T utto sommato, non eravamo molto amati dai giornalisti musicali, anche perché nessuno di noi si era mai impegnato molto per coltivare qualsiasi rapporto con loro.” (Ni...

testimonianze - Jim Carrey

 "La depressione è stata la mia compagna. Ne ho sofferto per anni ma ora non è più costantemente al mio fianco, come un tempo. Non mi sento più affogare perché mi sono reso conto che è come la pioggia, ti bagna, certo, ma non si posa abbastanza da sommergermi. La consapevolezza mi ha permesso di schermarmi dalla delusione. Il problema sta proprio nel lasciare che sia l’esterno a definirti, mentre dovresti essere tu. La strada verso l’accettazione è complicatissima. Oggi mi sono sintonizzato sulla frequenza giusta, ho capito che io non sono un mondo a parte, ma un pezzo di qualcosa di più grande." Jim Carrey

Testimonianze - Dino Zoff

 “In Friuli si dice: chi parla tanto sa poco. Oggi c’è la tendenza a far vedere tutto, anche le cose che sarebbe opportuno tenere per sé.  C’è un’esasperazione mediatica del piangere, del ridere, tipica di questi tempi. Anche ai nostri tempi c’era chi andava sopra le righe, erano gli anni Sessanta e Settanta, l’epoca della contestazione, ma era qualcosa di diverso.  Io vengo da una zona morigerata, dove c’era un po’ di vergogna nell’esprimere sentimenti. Oggi no. Credo che un po’ così si perda la sostanza delle cose, se tutto è spettacolo.  Per esempio noi andavamo a ballare solo dopo una vittoria del campionato, mica tutte le sere. Era una cosa straordinaria e si faceva l’alba. Ricordo la vergogna mia e di Capello, una volta che siamo usciti da un locale quando la gente andava a lavorare...”  Dino Zoff

TESTIMONIANZE - Arnold Schwarzenegger

  “Nessuno di noi può farcela da solo. Nessuno di noi.  Dico sempre alla gente che può chiamarmi come vuole. Può chiamarmi Arnold. Può chiamarmi Schwarzenegger. Può chiamarmi ‘Quercia austriaca’. Può chiamarmi Schwarzy. Può chiamarmi Arnie. Ma non chiamatemi mai ‘self‑made man’. L'intero concetto di uomo o donna self‑made è un mito.  Ora, so che starete per dire, guarda, abbiamo letto così tante storie su di te e abbiamo visto documentari in cui parlano del fatto che sei il modello del sogno americano e che sei il perfetto esempio del self‑made man. Bene, lasciate che vi dica: ho visto, sentito e letto quelle storie anche io. Mi è piaciuto leggerle, ma il fatto è che non rappresentano l'intera storia.  E il motivo per cui voglio che voi capiate questo è perché non appena si capisce che si è qui grazie a molti aiuti, allora si capisce anche che è il momento di aiutare gli altri. Ecco di cosa si tratta. Bisogna aiutare gli altri. Non pensare solo a sé stessi. Aiutare g...

Testimonianze - Eric Cantona

  "Non guarderò nemmeno una partita di questo Mondiale. È difficile per me, perché è un evento che amo e che ho sempre amato fin da giovane, che aspetto e che guardo con passione! Ma siamo onesti: questa Coppa del Mondo non ha senso! Peggio ancora, è un abominio! Il Qatar non è un Paese di calcio! Non c'è fervore, non c'è sapore. Un'aberrazione ecologica, con tutti gli stadi climatizzati. Che follia, che stupidità!  Ma soprattutto un orrore umano, con migliaia di morti per costruire questi stadi che serviranno solo per divertire il pubblico presente per due mesi.  L'unico senso di questo evento e lo sanno tutti è il denaro.  Che la Francia vinca o perda non deve importare, ci sono cose più importanti del calcio. Al suo posto mi guarderò tutti gli episodi di «Colombo» che è da tanto tempo che non li vedo".

Testimonianze - Robert Plant

  "Sai qual è stata la nostra fortuna? Che abbiamo scritto Stairway to heaven dopo aver pubblicato tre dischi di successo, avevamo già un bel repertorio e soprattutto avevamo imparato a gestirci. Fosse stata una canzone del primo album ci avrebbe schiacciati, come è successo a tanti."  Robert Plant https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Plant

Testimonianze, Papa Francesco

 💞 così parlò il Papa 💞 "Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un'oasi nel profondo dell'anima. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita.È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. "Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. È avere la maturità per poter dire: "Ho fatto degli errori". È avere il coraggio di dire "Mi dispiace". È avere la sensibilità di dire "Ho bisogno di te". È avere la capacità di dire "Ti amo". Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità ... che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza. "E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. ...

testimonianze - Loretta Goggi

  “Gianni (Brezza ) era cresciuto senza famiglia: perse il padre a 3 anni e la mamma a 14. I suoi atteggiamenti granitici nascondevano una grande dolcezza. Pensava che fossi cresciuta nella bambagia, mi diceva sempre: “Non metti mai i calzini spaiati!”. Non vedeva il mio potenziale di follia. Ma mi creda: io un po’ matta lo sono”. “La nostra relazione, all’inizio, è stata top secret per due anni. Non potevamo decidere su due piedi che questa cosa non fosse passeggera. Sentivo una forte responsabilità: ero una donna di successo; lui non solo aveva 13 anni più di me, ma era sposato con figli. Quando tornai dall’India, gli chiesi: chi ci dice che non sia un trip?». «Una sera, a cena. Mi versò il vino e notai la sua mano che tremava. Quell’omone così emozionato mi fece tenerezza». “Quando ho perso Gianni tutto si è spento”. “Sono stata malissimo sei mesi in casa, senza uscire. Non riuscivo a camminare né a mangiare. Ma anziché dimagrire, ingrassavo: il dolore mi aveva bloccato la tiroi...

testimonianze - principe Harry

"Mia madre era appena morta e dovevo camminare per un lungo tratto dietro la sua bara, circondato da migliaia di persone che mi guardavano, mentre altri milioni lo facevano davanti alla televisione. Penso che a nessun bambino dovrebbe essere chiesta una cosa del genere, in nessuna circostanza. Non credo che oggi succederebbe. Sono stato vicino a un esaurimento. Mi rifiutavo di pensare a lei. Avevo messo sotto chiave le emozioni. Con il tempo sono riuscito tirare fuori la testa dalla sabbia, iniziare a dare ascolto alla gente e decidere di usare il mio ruolo a fin di bene. Oggi amo organizzare eventi benefici, incontrare le persone, farle ridere. A volte sento ancora di vivere in una vasca per pesci rossi, ma va molto meglio" principe Harry

testimonianze - Cesare Bocci

  "In quel momento stavo leggendo Montalbano. Sento che mi dice 'mi fa male la testa' e poi inizia a urlare. Lì è cambiato tutto. La portiamo al pronto soccorso, ma i medici hanno pensato che fosse una crisi di nervi. La tac gliel'hanno fatta un'ora e mezza dopo. Poi è entrata in coma. Per me è stata una cosa che all'inizio non riuscivo ad accettare, fino a quando non ci siamo rimboccati le maniche e siamo andati avanti. Quando si è risvegliata, è partita la fase del recupero. Lei era paralizzata dalla parte destra, non poteva parlare, non poteva concentrarsi. Lei non sapeva neanche di essere mamma, vedeva le foto di Mia e non la riconosceva. Per due anni, non ha potuto curarla. La bambina non la riconosceva, perché era cresciuta con me e con la tata. Abbiamo dovuto rivolgerci a degli psichiatri. [...] Quando aveva recuperato parecchio, le è stato diagnosticato un tumore al seno, che ha dovuto essere operato. All'inizio pensi perché è capitato proprio a te....

testimonianze - Rosario Fiorello

 💞🌺 💞"Se oggi sono tornato a essere un uomo normale, se ho capito che la mondanità va vissuta solo quando è strettamente necessaria, se ho imparato a bilanciare la mia vita distinguendo nettamente tra mondo dello spettacolo e quotidianità, devo dire grazie solo a Susanna.. Non capisco chi parla del matrimonio come del patibolo, Il matrimonio va rivalutato, è uno stimolo a impegnarsi di più.. È bello tornare a casa e sapere che c’è qualcuno che ti aspetta".. Rosario Fiorello

testimonianze - Daniele Lamperti

 "Ho scelto di chiudere la mia discoteca per un week end, non perché ci mancano i permessi, o altro. Ma perché voi ragazzi mi avete rotto.  Sono saturo dei vostri litigi, la vostra arroganza, la vostra supponenza, maleducazione, e mancanza di rispetto per chi lavora.  Sono stanco del vostro tutto dovuto, dei vostri tentativi di bere gratis per sentirsi protagonisti con un bracciale del privé.  Sono stufo del vostro Bro, il vostro Zio, il vostro Fra, quando non so nemmeno chi siete.  Sono esausto dei vostri documenti falsi, le vostre denunce di smarrimento, i vostri sono amico di…  Ogni sera sono chiamato a fare i conti con persone sempre più irrispettose del nostro lavoro e che non hanno più nessuna regola. Credo sia frutto della mancanza di educazione da parte dei genitori.  Quando avevo 18 anni e andavo a ballare, le figure come i buttafuori venivano rispettate. Oggi non è più così.  Ho deciso di dare un segnale chiaro. Spero che questa provocaz...

TESTIMONIANZE - Susanna Tamaro

  🌺   "Morirai sola come un cane", le diceva la madre che per molto tempo fu incapace di capire il suo disturbo.  Con una lettera aperta al Corriere della Sera, la scrittrice Susanna Tamaro, autrice del best seller "Va' dove ti porta il cuore" e ora di "Il tuo sguardo illumina il mondo", ha parlato per la prima volta del disturbo che la affligge da sempre.   "Soffro della sindrome di Asperger, è questa la mia invisibile sedia a rotelle, la prigione in cui vivo da quando ho memoria di me stessa. La mia testa non è molto diversa da una vecchia motocicletta. In certi momenti la manopola del gas va al massimo, in altri le candele sono sporche e il motore si ingolfa. Dentro di me ogni mattina apparecchio una tavola. C’è molto ordine nel mio disporre le stoviglie, prima il piatto, poi il bicchiere, il pane, le posate ai lati, in mezzo al tavolo la brocca dell’acqua, magari vicino un piccolo vaso con un fiore. Poi qualcuno, all’improvviso, dà un violent...

testimonianze - Piero Angela

 “Magari nessuno si ricorderà di me, ma sono contento di aver aiutato la diffusione del sapere. La cosa che mi colpisce è che sono amato dai giovani di tutte le età e le categorie professionali e culturali.  È una gratificazione che mi rende felice perché questi ragazzi vivranno un secolo per niente facile e dobbiamo stare loro vicino affinché arrivino preparati. Non devono vivere alla giornata, ma applicarsi negli studi e conoscere la scienza, perché è in grado di aiutarli. Lasceremo questo mondo non solo ai posteri, ma ai figli e ai nipoti che sono già qua e vanno a scuola.” - Piero Angela ❤️

testimonianze - Carmen Russo

 Ho scoperto a 43 anni di avere difficoltà a concepire un figlio. Poi ho impiegato quasi dieci anni per restare incinta. Mio marito ed io abbiamo tanta energia proprio grazie a nostra figlia. Mi alzo tutti i giorni alle 6.15 per accompagnarla a scuola, fa la prima elementare. Mia figlia sta sempre con me, la seguo 24 ore su 24. Forse, se fossi stata più giovane, non sarebbe andata così. Prima lavoravo di più, ero spesso fuori casa. Sarei stata costretta ad affidare mia figlia ai nonni o alla baby sitter. Oggi invece sono sempre con lei. L'unico rammarico è che mia figlia non potrà crescere con i nonni accanto. E mi dispiace tantissimo. Mia figlia Maria ora ha sei anni: sono stati i sei anni più belli della mia vita. Carmen Russo ❤

testimonianze - Woody Allen

  Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto risca...

testimonianze - Riccardo Muti

  "Ottant'anni a breve e mi sono stancato della vita. È un mondo in cui non mi riconosco più. E siccome non posso pretendere che il mondo si adatti a me, preferisco togliermi di mezzo... come nel Falstaff, 'tutto declina'.  Ho avuto la fortuna di crescere negli anni 50, di frequentare il liceo di Molfetta dove aveva studiato Salvemini, con professori non severi, severissimi... Rimpiango la serietà.  Rimpiango lo spirito con cui Federico II fece scolpire sulla porta di Capua, sotto il busto di Pier delle Vigne e di Taddeo da Sessa, il motto: 'Intrent securi qui quaerunt vivere puri'  (Entrino sicuri coloro che intendono vivere onestamente). Questa è la politica dell’immigrazione e dell’integrazione che servirebbe... Non so se dopo la morte davvero ci rivedremo in un mondo migliore... non lo so. Certo non nei Campi Elisi. Spero ci sia tanta luce... mi basta che non ci sia la metempsicosi. Non ho voglia di rinascere, tanto meno ragno o topo, ma neanche leone. Una ...

testimonianze -Loredana Bertè

 “ L’ho visto  massacrare mia madre di botte a sangue all’ottavo mese di gravidanza, ricordo le mattonelle del bagno sporche. Metteva Beethoven quando doveva picchiare qualcuno. Mio padre aveva vissuto queste cose da piccolo. Noi ci inventavamo diversivi per farlo ragionare, ma non ragionava. Alla quarta femmina, è andato via perché odiava le donne.  Io non avuto più rapporti con mio padre e mia madre.  Dopo la tragedia la Mimì, ho un cuore di neve, mi ha distrutta. L’ho rivisto 40 anni dopo, per il funerale di Mimì”.Mi ha fatto cadere dentro la bara con lei, p oi è arrivato un medico che forse era suo amico visto che non si è occupato di me, mi aveva strappato i capelli, sono dovuta andare a Roma e fare punture per far ricrescere dei buchi ”.  “È stata una violenza che non potrò mai dimenticare, fortunatamente è morto”..  Le parole forti che Loredana Berte ha usato nel ricordare suo padre durante una intervista di Silvia Toffanin Dal web

Testimonianze - Liliana Segre

“ Ad Auschwitz superai la selezione per tre volte. Quando ci chiamavano sapevamo che era per decidere se eravamo ancora utili e potevamo andare avanti, o se eravamo vecchi pezzi irrecuperabili. Da buttare. Era un momento terribile. Bastava un cenno ed eri salvo, un altro ti condannava. Dovevamo metterci in fila, nude, passare davanti a due SS e a un medico nazista. Ci aprivano la bocca, ci esaminavano in ogni angolo del corpo per vedere se potevamo ancora lavorare. Chi era troppo stanca o troppo magra, o ferita, veniva eliminata. Bastavano pochi secondi agli aguzzini per capire se era meglio farci morire o farci vivere. Io vedevo le altre, orrendi scheletri impauriti, e sapevo di essere come loro. Gli ufficiali e i medici erano sempre eleganti, impeccabili e tirati a lucido, in pace con la loro coscienza. Era sufficiente un cenno del capo degli aguzzini, che voleva dire “avanti”, ed eri salva. Io pensavo solo a questo quando ero lì, a quel cenno. Ero felice quando arrivava, perché avev...