Nasceva oggi 6 marzo del 1475 il più grande in assoluto: Michelangelo Buonarroti.
Scultura, pittura, affreschi, disegni, ci ha lasciato un patrimonio artistico e storico invidiabile.
Buon compleanno, Michelangelo.
Alla veneranda età di ottanta sette anni Michelangelo diceva "Sto ancora imparando ". Nasceva oggi il 6 marzo 1475 Michlangelo Buonarroti.
MIchelangelo Buonarroti (1475 - 1564), “Giudizio Universale, particolare”, 1536 – 1541, affresco, Roma, Palazzi Vaticani, Cappella Sistina.
E' il paese di Caprese vicino ad Arezzo a dare il battesimo al geniale Michelangelo Buonarroti.
Quando si dice che Michelangelo è un genio non si esprime soltanto un apprezzamento sulla sua arte, ma si formula un giudizio storico. Genio, nel pensiero del Cinquecento, è una forza extra- naturale (angelica o demoniaca) che agisce sull’animo umano; è ciò che in epoca romantica si chiamerà ispirazione. Leonardo Da Vinci è un formidabile “ingegno, ma non è, in questo senso, un “genio” perché tutta la sua opera insiste sull’area della conoscenza ed esperienza; Michelangelo è un “genio” perché la sua opera è ispirata, animata da una forza che si direbbe soprannaturale e che la fa nascere dal profondo e tendere al sublime, alla trascendenza pura.
Il messaggio che l’artista sente giungergli da Dio è individuale: per udirlo, deve chiudersi nella solitudine e nella meditazione. Michelangelo, nella storia dell’arte, è il primo caso di artista isolato, quasi avverso al mondo che lo circonda ed a cui si sente estraneo, ostile. Raffaello a Roma vive come un principe, tra una corte di discepoli e di ammiratori: il suo studio è un organismo complesso e attivissimo, dove una scelta squadra di collaboratori variamente specializzati esegue, elabora, sviluppa, applica i disegni del maestro. Michelangelo vive solo, poveramente malgrado le ricchezze che accumula; superbo con gli altri e sempre scontento di sé; assillato, specialmente da vecchio, dall’ansia della morte e della salvezza. “Non ho amici e non ne voglio”, scrive al fratello: non ha neppure collaboratori e discepoli, affronta da solo imprese gigantesche. Un solo grande affetto, per Vittoria Colonna: un rapporto puramente spirituale, che influisce profondamente sulla sua vita religiosa.
Scultore, architetto, pittore e poeta per tutta la vita mira ad un arte che sia la sintesi delle tecniche particolari, e, superandoli, realizzi il puro disegno, l’idea. Per la prima volta l’arte è identificata con l’esistenza stessa dell’artista.
Il capolavoro assoluto di Michelangelo è l’affresco della parete della Cappella Sistina: il motivo tragico dominante è il destino dell’umanità, l’esito della storia. Dio giudice, nudo, atletico senza nessuno degli attributi tradizionali di Cristo, è l’immagine della suprema giustizia, che neppure la pietà o la misericordia, rappresentata dalla Madonna implorante, può temperare. Rompendo con la tradizione iconografica, che collocava Dio nel cielo e la sua corte in basso, a destra e a sinistra gli eletti e i dannati, Michelangelo concepisce la composizione come una massa di figure rotanti intorno a Cristo, la cui figura emerge isolata, in un nimbo di luce. Lo sgomento invade anche i beati: la giustizia divina è diversa dall’umana, solo Dio ne conosce i motivi; e ne è arbitro, come della grazia.
Malgrado l’estrema delicatezza del tema, Michelangelo non ha avuto consiglieri; il solo punto di riferimento, specialmente per l’inferno, è Dante.
Ho tratto quest’analisi da Giulio Carlo Argan “Storia dell’arte italiana”, Sansoni Editori.
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