«Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine degli altri compagni ferirli; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione» (Arthur Schopenhauer - Parerga e Paralipomena, 1851) La capacità di penetrare gli aspetti oscuri, irrazionali, malvagi della realtà è forse il tratto più evidente del pensiero filosofico di Arthur Schopenhauer, filosofo tedesco, espatriato dalla Prussia, uno dei maggiori esponenti del pensiero occidentale del XIX secolo. Il successo e l'apprezzamento del suo sistema filosofico avvenne dopo il mese di novembre del 1851, ovve...