«Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine degli altri compagni ferirli; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione»
(Arthur Schopenhauer - Parerga e Paralipomena, 1851)
La capacità di penetrare gli aspetti oscuri, irrazionali, malvagi della realtà è forse il tratto più evidente del pensiero filosofico di Arthur Schopenhauer, filosofo tedesco, espatriato dalla Prussia, uno dei maggiori esponenti del pensiero occidentale del XIX secolo.
Il successo e l'apprezzamento del suo sistema filosofico avvenne dopo il mese di novembre del 1851, ovvero dopo la pubblicazione di "Parerga e Paralipomena", una raccolta di scritti minori (che poi tanto minori non erano), del filosofo di Danzica, che gli portò le congratulazioni della scuola britannica (con grande soddisfazione dello stesso Schopenhauer) e l'introduzione a concorso dello studio della filosofia schopenhaueriana da parte dell'Università di Lipsia.
Questo successo non gli cambiò fortemente la vita; infatti, continuava a mantenere comunque una vita alquanto ritirata, facendo lunghe passeggiate, in compagnia del suo barboncino bianco (Atma che significa in sanscrito "anima del mondo"), dedicandosi a letture (spesso leggeva il Times) di varia natura e genere (riviste scientifiche o letterarie tedesche, inglesi o francesi).
Nel 1860, a partire da aprile, cominciavano ad aggravarsi le sue condizioni di salute, con difficoltà respiratorie e tachicardie, finché all'inizio di settembre dello stesso anno contrae una polmonite, che rapidamente si trasforma in pleurite acuta, con frequenti colpi di tosse e sbocchi di sangue.
La morte sopraggiungerà il 21 settembre 1860, quando fu trovato morto nella sua casa di Francoforte, seduto su una sedia.
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curiosità inedite su Arturo
molte sono le curiosità su Arturo, alcuni narrano che mangiasse quanto un bove e cagasse anche di più ma anche no, altri che fu bocciato all'asilo per assenteismo ma che poi si riprese alle elementari ripetendo per ben 5 volte la quinta, chi lo conobbe da appena nato dice che se ne stava sempre appartato in una culla evitanbdo la compagnia di suoi conterranei della stessa età e questo fino all'età di 3,4 mesi, poi una volta imparato a parlare parlasse di continuo almeno quando non stava zitto, la sua masìetra dice di lui " arturo chi? sa ne ho avuti tanti con quel nome" per poi aggiungere una volta appreso il cognome a " ah!si me lo ricordo " per poi addormentarsi
Cìè CHI DICE CHE Arturo fosse oltre che un filosofo anche un licantropo e afferma che ciò si evincerebbe anche , dalla caratteristica capigliatura tipo wolverine . altri affermano fosse un extraterrestre chiudendosi poi in un ostinato mmutismo alla richiesta di prove concrete di quanto affermato..
mentre altri ancora un vampiro energetico una specie di accumulatore vivente che si caricava con le emozioni altrui, poi c'è la versione dei suoi genitori che affermano che da piccolo fosse un bravo bimbo , curioso ma ubbidiente,
E ANCORA...
uno sconosciuto dice che visto la maniera in cui la morte lo avesse colto ovvero seduto in una sedia non fosse altro che uno scansafatiche a cui faceva fatica il solo stare in piedi o addirittura sdraiato
Pippo ( il fenomeno e non Baudo ) afferma di averlo conosciuto e bene ma non si ricorda quando o dove
etc etc per altre curiosità si Arturo cercate sul web
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