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la Litizzetto e la sua letterina

 

Tu che dopo aver toccato ben bene il sedere della inviata ti sei giustificato dicendo: Ho sbagliato ma non sono cattivo.

Infatti non sei cattivo, sei un cretino. Un cretino distillato al 100% come la grappa.

Dici che è stato un gesto di stizza perché aveva perso la sua squadra. No ma fammi capire.

Se proprio hai bisogno di buttar fuori lo stress hai un ampio territorio palpabile personale, palpati il tuo col guanto da forno o picchiettati i cimbali con le pinze da camino ma il sedere degli altri consideralo d’ora in poi sacro. Come già è l’osso che lo sostiene.

Quando ti sei sentito braccato hai rincarato la dose: vi prego basta ho una figlia…Vedi che già capisci? Che piano piano ci arrivi? Perché se succedesse alla tua di figlia non saresti per niente contento. Di sapere che un tizio passando le ha spalmato la mano sul culo. Pensaci un attimo. Vero che tu ti divertiresti molto di meno?

E una parola anche al collega in studio che ha visto la scena e le ha detto: ‘Dai, non te la prendere?’… ma come ‘dai non te la prendere’? Prenditela eccome Greta. Infuriati come si deve e puniscine uno per educarne cento. Anche perché lui non era l’unico della banda.

Ma cosa dobbiamo fare per essere rispettate? Dobbiamo farci installare il ‘salvamiilculo’ Beghelli? Che quando qualcuno allunga la mano parte una strombazzata che vi peggiora l’acufene?

Un dispositivo che dà la scossa, tipo fili a bassa tensione che mettono nei recinti con le mucche?

Ma pensa il contrario, pensa se noi donne lo facessimo a voi. Pensa se ci mettessimo noi a paccarvi il culo o ad afferrarvi per i bargigli. Che vi ritraete come corna di lumaca ogni volta che una fa anche solo il gesto.

Passi davanti al meccanico ‘Buongiorno signora!’ E tu per tutta risposta… opla una mano sul pacco a tutta velocità. Ah voglio vedere. Poi gli dici ‘dai non te la prendere…’ Vedi che non se lo dimentica mai più.”

- Luciana Littizzetto

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