UNA POESIA E' PER SEMPRE
in questa rubrica pubblicheremo poesia di ogni genere e di ogni tempo se vi piaceranno bene sennò ... saltate l'intero post e .....
che l' ignoranza vi volga !
rubrica a cura di a.s.s.m.
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Questo amore di Jacques Prévert
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo e cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura come un bambino quando e buio
Così sicuro dì sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire
Questo amore tenuto d'occhio
Perché noi lo tenevamo d'occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l'abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt'intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole
E' il tuo amore
E' il mio amore
E' quel che e stato
Questa cosa sempre nuova
Che non e mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l'estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l'ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov'eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t'abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.
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Quest’amore (Gigi Proietti e Roberto Lerici)
“Quest’amore, quest’amore, quest’amore.
Quest’amore malato, denutrito,
fatto di parole smozzicate;
quest’amore usato, digerito,
buttato in pasto al popolo ignorante,
come fosse una cosa interessante;
quest’amore corrotto dalla noia
dei grandi amatori della storia,
masticato da cento letterati,
vomitato da principi prelati;
quest’amore che accoglie, che perdona,
fatto per gente dalla bocca buona,
è un amore di fradicia letizia,
che assolve tutto, pure l’ingiustizia;
quest’amore sciancato, deficiente,
sbattuto sulla faccia della gente
come l’osso al cane disperato;
quest’amore scarnito, rosicchiato,
coi suoi stracci di corpo denudato;
quest’amore di cui si parla, tanto
celebrato con tutte le grancasse,
quest’amore è disceso tra le masse,
elargito per grazia del potere
perché tutti ne possano godere.
È un amore deforme, malandato,
generato dal vecchio capitale,
fra le cosce del mondo occidentale.
Per quest’amore è meglio non cantare,
perchè non c’è una musica che tenga
e questa mia canzone sgangherata
non so nemmeno cosa la sostenga.
Avessi almeno la grazia più scollata,
di una puttana sola, disperata,
piuttosto che la facile mania,
il fascino merdoso, di questa borghesia.
Ma quell’amore che era una certezza,
s’è assopito con l’ultima carezza,
ha piegato pian piano le sue foglie,
rinunciando, per ora, alle sue voglie.
L’anima mia per questo s’è ammalata,
non sogna più e resta addormentata.
Prima che il vuoto tutti ci divori,
che venga, venga presto,
il tempo in cui ci si innamori.”
(La poesia scritta da Roberto Lerici per Gigi Proietti nel 1978. La versione nel video è tratta dalla trasmissione televisivaAttore Amore Mio del 1981. Un verso fu censurato dai funzionari RAI. Anzichè “Avesse almeno la grazia più sgolata di una puttana sola e disperata” Proietti recita “avesse almeno la grazia più sgolata di una mondina libera e arrabbiata”.)
la poesia interpretata dal grande GiGi Proietti
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Tienimi per mano – Hermann Hesse
Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientata…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano,
e stringila forte prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e non lasciarmi andare…
mai…
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L' UNICA VIA (anonimo)
Non si arriva ad una meta
se non per ripartire
e là dove siamo ora
non è che una tappa del nostro cammino
con la certezza che ogni sera
è la promessa di un'aurora
conta i fiori del tuo giardino
mai le foglie che cadono
conta le ore della tua giornata
dimentica le nuvole
conta le stelle delle tue notti
non le tue ombre
conta i sorrisi della tua vita
non le lacrime
e ad ogni compleanno
conta con gioia la tua età
dal numero degli amici
non da quello degli anni
che piccola cosa è una vita
la mia, la tua, come tutte
è una goccia
e che si perda in un mare d'amore
è l'unica via
altrimenti è una goccia sprecata
troppo piccola per essere felice da sola
troppo grande per accontentarsi del "nulla".
in questa rubrica pubblicheremo poesia di ogni genere e di ogni tempo se vi piaceranno bene sennò ... saltate l'intero post e .....
che l' ignoranza vi volga !
rubrica a cura di a.s.s.m.
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Questo amore di Jacques Prévert
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo e cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura come un bambino quando e buio
Così sicuro dì sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire
Questo amore tenuto d'occhio
Perché noi lo tenevamo d'occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l'abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt'intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole
E' il tuo amore
E' il mio amore
E' quel che e stato
Questa cosa sempre nuova
Che non e mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l'estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l'ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov'eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t'abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.
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Quest’amore (Gigi Proietti e Roberto Lerici)
“Quest’amore, quest’amore, quest’amore.
Quest’amore malato, denutrito,
fatto di parole smozzicate;
quest’amore usato, digerito,
buttato in pasto al popolo ignorante,
come fosse una cosa interessante;
quest’amore corrotto dalla noia
dei grandi amatori della storia,
masticato da cento letterati,
vomitato da principi prelati;
quest’amore che accoglie, che perdona,
fatto per gente dalla bocca buona,
è un amore di fradicia letizia,
che assolve tutto, pure l’ingiustizia;
quest’amore sciancato, deficiente,
sbattuto sulla faccia della gente
come l’osso al cane disperato;
quest’amore scarnito, rosicchiato,
coi suoi stracci di corpo denudato;
quest’amore di cui si parla, tanto
celebrato con tutte le grancasse,
quest’amore è disceso tra le masse,
elargito per grazia del potere
perché tutti ne possano godere.
È un amore deforme, malandato,
generato dal vecchio capitale,
fra le cosce del mondo occidentale.
Per quest’amore è meglio non cantare,
perchè non c’è una musica che tenga
e questa mia canzone sgangherata
non so nemmeno cosa la sostenga.
Avessi almeno la grazia più scollata,
di una puttana sola, disperata,
piuttosto che la facile mania,
il fascino merdoso, di questa borghesia.
Ma quell’amore che era una certezza,
s’è assopito con l’ultima carezza,
ha piegato pian piano le sue foglie,
rinunciando, per ora, alle sue voglie.
L’anima mia per questo s’è ammalata,
non sogna più e resta addormentata.
Prima che il vuoto tutti ci divori,
che venga, venga presto,
il tempo in cui ci si innamori.”
(La poesia scritta da Roberto Lerici per Gigi Proietti nel 1978. La versione nel video è tratta dalla trasmissione televisivaAttore Amore Mio del 1981. Un verso fu censurato dai funzionari RAI. Anzichè “Avesse almeno la grazia più sgolata di una puttana sola e disperata” Proietti recita “avesse almeno la grazia più sgolata di una mondina libera e arrabbiata”.)
la poesia interpretata dal grande GiGi Proietti
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Tienimi per mano – Hermann Hesse
Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientata…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano,
e stringila forte prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e non lasciarmi andare…
mai…
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L' UNICA VIA (anonimo)
Non si arriva ad una meta
se non per ripartire
e là dove siamo ora
non è che una tappa del nostro cammino
con la certezza che ogni sera
è la promessa di un'aurora
conta i fiori del tuo giardino
mai le foglie che cadono
conta le ore della tua giornata
dimentica le nuvole
conta le stelle delle tue notti
non le tue ombre
conta i sorrisi della tua vita
non le lacrime
e ad ogni compleanno
conta con gioia la tua età
dal numero degli amici
non da quello degli anni
che piccola cosa è una vita
la mia, la tua, come tutte
è una goccia
e che si perda in un mare d'amore
è l'unica via
altrimenti è una goccia sprecata
troppo piccola per essere felice da sola
troppo grande per accontentarsi del "nulla".
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